Risparmio energetico negli edifici e nelle abitazioni

Enrico Evangelisti on 27/04/2017

Risparmio energetico negli edifici e nelle abitazioni

Il 31% del fabbisogno nazionale di energia elettrica e il 44% di energia termica (combustibili) vengono utilizzati in ambito residenziale, in uffici e aree commerciali. Buona parte di queste fonti energetiche sono destinate alla climatizzazione dei locali (riscaldamento invernale e raffrescamento estivo). Altra voce importante è quella degli elettrodomestici e degli apparati elettrici ed elettronici. L’illuminazione rappresenta una piccola quota, pari a circa il 2%, equivalente però al 15% dei costi dell’energia elettrica mediamente consumata in interni civili.

Bioedilizia e Bioarchitettura

La bioedilizia è un’ottima strategia per affrontare alla base il problema del risparmio energetico negli edifici. Il risparmio di energia è, infatti, il primo scopo della bioedilizia. A questo si aggiungono altri importanti obiettivi come la riduzione delle emissioni ambientali, la protezione degli ambienti domestici e dei luoghi di lavoro dalle onde elettromagnetiche e l’utilizzo di materiali non tossici, biodegradabili e/o riciclati.

La bioedilizia dedica grande attenzione all’ambiente, con l’uso di sostanze naturali, facilmente degradabili o riciclabili, il progetto di sistemi e impianti ad alta efficienza, basso consumo, minimo effetto inquinante. Offre una vastissima gamma di materiali, vernici, rivestimenti, tessuti che sono già proficuamente utilizzati nei progetti edili più avanzati e che possono aiutare a rendere le case più sane e confortevoli.

Il costo di queste tecniche è paragonabile a quello dei sistemi tradizionali, ma i benefici ottenuti sono sicuramente maggiori: oltre a offrire un consistente vantaggio per la salute nostra e dell’ambiente, investire in bioedilizia si traduce in un risparmio concreto. Solo per fare un esempio, un buon isolamento termico e un impianto progettato con la giusta attenzione ai consumi, consentono, in breve tempo, di ammortizzare il costo iniziale con il risparmio di energia ottenuto.

Isolamento termico e impianti termici

Se non si ha la possibilità di adottare una costruzione realizzata in bioedilizia, si possono comunque adottare molti accorgimenti per migliorare l’efficienza degli impianti termici, meglio se in occasione di ristrutturazioni, ma non necessariamente.

Il primo controllo da effettuare è quello dell’isolamento termico dell’abitazione, vale a dire ricorrendo a materiali e a tecniche specifiche, che incrementano la coibenza, rendono minime le infiltrazioni d’aria e proteggono dall’umidità. Esistono delle zone in cui è più necessario tale verifica: le pareti, i solai, il tetto, i pavimenti, il seminterrato, il vespaio aerato. I materiali isolanti hanno diverse forme (listelli, rotoli, ecc.) in quanto sono destinati a riempire vuoti ed a coprire superfici per aumentarne la resistenza alla trasmissione termica. Questa proprietà si misura in R seguito da un valore numerico: alti valori di R sono indice di un buon isolamento termico. Le sostanze isolanti più diffuse sono:

  • la fibra di vetro, prodotta con sabbia e vetro riciclato;
  • la lana di roccia, formata da roccia basaltica e da materiale riciclato proveniente dalle acciaierie;
  • i pannelli di cellulosa costituiti da carta di giornale riciclata, additivata con sostanze ignifughe;
  • polimeri a basso peso molecolare come il poliisocianurato, il polietilene estruso (XPS), il polietilene espanso (EPS) e simili.

Impianto di riscaldamento e di condizionamento

Il fabbisogno energetico per tale impianto rappresenta più della metà del costo di una bolletta media. Il riscaldamento è la maggiore causa di inquinamento delle nostre città. In termini economici ogni famiglia italiana spende, in media, circa 900 euro all’anno per riscaldarsi.

Coibentazione delle tubazioni impianto termoidraulico

Altro accorgimento da adottare è quello di isolare termicamente il sistema di tubazioni che convoglia i fluidi caldi fino ai vari ambienti della casa. La dispersione termica lungo questo percorso incide infatti notevolmente sui costi energetici e si stima un risparmio fino a 140 €/anno. Si può suggerire quindi di:

  • cercare le eventuali perdite e gli sfiati lungo il sistema di tubazioni;
  • sigillarle con mastice, nastro metallico o sigillanti di altro genere;
  • utilizzare delle guarnizioni ermetiche tra le giunture dei tubi per evitare fuoriuscite o infiltrazioni d’aria;
  • effettuare un controllo a posteriori delle valvole di regolazione dell’aria, per verificare l’efficacia dell’intervento precedente;
  • rivestire con materiale isolante le tubazioni che trasportano i fluidi: in particolare le tubazioni che si trovano in zone non riscaldate, come il sottotetto, devono essere ricoperti con materiale isolante con minimo R6.

Nel caso che non si possa provvedere all’isolamento termico delle pareti esterne è possibile comunque ridurre la dispersione di calore dei caloriferi posti sulle pareti delle case che danno sull’esterno. Si tratta di un micro intervento che consiste nell’inserire un foglio di materiale isolante, termoresistente, atossico e ignifugo tra il calorifero e il muro. In questo modo il calore non si disperde nel muro a contatto con l’esterno e resta in casa. Permette di aumentare almeno del 5% l’efficienza di ogni calorifero, che aumenta notevolmente in caso di muri non coibentati a sufficienza.

Elettrodomestici e dispositivi elettrici

Sempre più attenzione viene posta oggi al risparmio energetico, sia a livello individuale che collettivo.
A tal fine il mercato offre una vasta gamma di prodotti tecnicamente molto avanzati rispetto a qualche anno fa, che permettono di economizzare energia.

Illuminazione di interni ed esterni

L’illuminazione di interni ed esterni, incide per un terzo circa della bolletta elettrica in ambito civile. Il settore delle tecnologie per l’illuminazione efficiente è in continua evoluzione e consente di conseguire risparmi molto elevati, spesso compresi fra il 30% ed il 50%, offrendo contestualmente un comfort visivo migliore. Gli interventi realizzabili ricadono in due categorie principali:

  • sostituzione di componenti e sistemi con altri più efficienti (lampade, alimentatori, corpi illuminanti, regolatori);
  • adozione di sistemi automatici di regolazione, accensione e spegnimento dei punti luce (sensori di luminosità e di presenza, sistemi di regolazione).
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