Cappotto termico, cosa c’è da sapere

Enrico Evangelisti on 15/06/2017

Posa del cappotto termico

Quando si effettua un intervento di riqualificazione energetica operando sulla struttura di un appartamento o di un edificio, è fondamentale che la posa in opera sia fatta da personale altamente qualificato, altrimenti si incorre in problematiche spesso diffuse che  non permettono di ottenere i benefici sperati e, inoltre, portano alla  comparsa di problematiche che risultano complesse nella risoluzione.

Focalizzandoci sul singolo intervento, cerchiamo di comprendere i problemi del cappotto termico più diffusi, i problemi dopo la posa in opera possono comparire solo per due motivi che sono i seguenti:

– Utilizzo di materiale isolante di qualità scadente

– Errata posa in opera dei pannelli isolanti

Problemi cappotto termico, rigonfiamento dei pannelli

Uno dei problemi che si verifica spesso e che lascia di stucco gli inquilini degli appartamenti è quando dopo poco tempo dall’applicazione dei pannelli isolanti si iniziano ad intravedere dei rigonfiamenti, in particolar modo il rivestimento plastico del cappotto termico si inizia a sollevare creando delle bolle che di conseguenza creano un effetto antiestetico in quanto la parete non è più uniforme ed inoltre fa perdere di efficacia i pannelli stessi creando zone di dispersione termica.

In queste circostanza l’unica cosa da fare è intervenire immediatamente con un controllo termografico per capire dove ci sono possibili errori di posa in opera e  dopo effettuare un lavoro di correzione, trascurare una situazione simile aggraverebbe solo la spesa economica per ripristinare l’efficienza del cappotto termico.

Problemi cappotto termico, errato accostamento dei pannelli isolanti

Un altro errore che viene commesso molte volte è l’errato accostamento dei pannelli isolanti, può sembrare una procedura semplice ma quando resta anche un minimo spazio tra due pannelli questo viene riempito dal rasante e di conseguenza si crea una differenza di dispersione termica tra lo strato di rasante e quello del pannello; quindi l’assorbimento di umidità sarà diverso ed emergeranno le giunture in prossimità dei pannelli non accostati in maniera corretta.

Per intervenire e migliorare l’efficienza in tali punti bisogna inserire del liquido o schiuma isolante a bassa densità per compensare la differenza  di spessore che si è creta tra il pannello ed il rasante.

Problemi cappotto termico, tassellatura posata in maniera errata

Anche la tassellatura è una fase molto delicata, pertanto se non fatta a regola d’arte si va incontro a delle problematiche che purtroppo accadono troppo spesso, infatti se questa viene fatta penetrare troppo internamente ai pannelli del cappotto non risulta di conseguenza allineata con lo strato esterno dei pannelli isolanti e quindi si creano dei spessori maggiori in corrispondenza dei tasselli che ne alterano la funzionalità.

Per evitare questo problema al cappotto termico basta allineare in maniera perfetta la testa dei tasselli con il filo esterno dei pannelli, inoltre è buona norma effettuare la tassellatura con appositi macchinari a pressione ed utilizzare le rondelle per coibentare perfettamente tutta la zona.

 Problemi cappotto termico, errata installazione dell’armatura

Una delle fasi più delicate nel cappotto termico è la posa della rasatura armata esterna, questa di buona norma avviene in un doppio passaggio di rasante nello specifico, c’è prima una mano di rasante poi si applica l’armatura e dopo si effettua una seconda mano di rasante. L’errore più comune è quello di effettuare la posa dell’armatura subito dopo la prima mano di rasante, questa azione comporta uno schiacciamento dell’armatura all’interno della prima mano di rasante ancora fresca con conseguente indebolimento della struttura generale, per evitare che ciò accada basta attendere almeno 24 ore prima di effettuare la seconda mano di rasante.

Problemi cappotto termico, non utilizzo del profilo di partenza

La prima cosa da fare prima di iniziare un cappotto termico è quella di inserire il profilo di partenza alla base del cappotto, questo serve come riferimento per allineare al meglio tutta la struttura e per evitare il contatto diretto con il pavimento che potrebbe causare infiltrazioni dovuta all’umidità dell’acqua stagnante; quindi è buona norma utilizzare anche dei pannelli ad alta capacità di resistenza all’acqua.

La posa del cappotto termico è importante, ma quali sono gli altri elementi che determinano la qualità dell’isolamento a cappotto?

La posa del cappotto termico è sicuramente un aspetto fondamentale nella realizzazione di cappotti di qualità. Ma, grazie all’esperienza nella messa in opera del cappotto termico o applicazione del cappotto termico sviluppata in tutta Europa negli ultimi 50 anni, possiamo affermare che un cappotto termico a regola d’arte può essere realizzato solo se si rispettano quattro aspetti principali:

  • La qualità della progettazione
  • La qualità della posa
  • La qualità dei prodotti che compongono il cappotto termico
  • La certificazione del sistema di isolamento a cappotto

Rispettando questi criteri è ormai provato che il cappotto esterno può durare più di cinquanta anni, contro i 25 anni stabiliti dalla direttive europee.

A cosa si deve stare attenti durante la posa del cappotto termico?

Durante la posa del sistema a cappotto termico è necessario prestare attenzione a diversi elementi:

  • Le temperature del supporto e dell’aria non dovranno essere inferiori a +5°C e non superiori a +35°C nelle 24 ore;
  • Le superfici non devono essere esposte alla radiazione solare diretta, nel caso si devono stendere i teli parasole sui ponteggi;
  • In caso di pioggia incipiente è consigliata l’applicazione di teli protettivi;
  • Tutti i materiali da utilizzare dovranno essere immagazzinati in locali idonei;
  • Non aggiungere additivi non previsti dalle schede tecniche dei prodotti preconfezionati;
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